London calling

Eccomi in aereo, che scrivo dal mio mini laptop schiacciata tra i sedili di questo economicissimo e direttissimo volo per Londra! Sono le 22.30 e mi sto solo ora rendendo conto che sono proprio partita! Mi sembra così strano, gli esami sono finiti da una settimana e io sto proprio ora volando in contro alla mia Summer School: giusto il tempo di stare un po’ con mamma, salutare qualcuno dei mille amici a cui avevo promesso di dedicare un po’ di tempo, un pomeriggio dedicato in extremis alla valigia e… Eccomi in volo.

Si, sono spaventata. Devo ammetere che però è una sensazione solo dell’ultimo minuto, di quando ho fisicamente allacciato la cintura di sicurezza sotto gli occhi fissi e assenti della inglesissima vicina di volo: fino a qualche ora fa, in aereoporto, mi sembrava tutto così normale, così facile. Ora nella mia testa c’è solo una grossa, immensa lista con tanto di caselle da spuntare che a caratteri cubitali elenca tutti i documenti che dovevo portare e che ho (o meno) infilato in valigia, le indicazioni di dove devo andare, chi incontrare, cosa fare e cosa non, cosa ho dimnticato e cose volente o nolente dovrò comprare appena arrivata.

M. è qui di fianco a me. Per fortuna c’è lei, la sua sola presenza mi tranquillizza moltissimo: so che potrò affidarmi ai suoi modi spigliati, in caso di bisogno, e che tutto andrà bene. Aspettando il volo abbiamo già pianificato anche cosa fare domani mattina: svelgia presto, colazione lowfat (entrambe vogliamo fingerci healthy e fit, o almeno ci proveremo!), poi informazioni sui mezzi di trasporto, eventuale acquisto di abbonamenti e alle 10 finalmente LSE per registrarci al corso di inglese che precede e lezioni vere e proprie.

Un’altra cosa che mi spaventa è proprio l’inglese: e se non sapessi più come si fa? E se non mi capissero? E se io non capissi le lezioni? Con M. abbiamo deciso di parlare SOLO in inglese, e mi era balenata l’idea di scrivere anche qui in English… Ma no, tranquilli, già sarò full time impegnata nella redazione di dubbi testi in lingua anglofona, almeno qui mi riserverò il piacere di usare una lingua che (più o meno) padroneggio.

La cosa certa è che ora sono in ballo, quindi tanto vale ballare e farlo al meglio!

A presto, baci volanti !

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3 pensieri su “London calling

  1. Consiglio la Oyster per sportarvi in metropolitana o sui bus. Bisogna ricaricarla ogni tanto, ma almeno vi garantisce un po’ di tranquillità per qualche giorno 🙂
    Buona divertimento e buono studio!

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