Bambina (?)

Stancamorta eppure ancora in piedi. Ancora piena di brividi davanti ad una tazza di latte e miele fumante, con il naso freddo di vento e i piedi avvolti in grosse calze di spugna, non riesco a smettere di pensare vorticosamente a ciò che è accaduto negli ultimi giorni.

E’ come se la stanchezza non riuscisse a convincermi a cadere nel torpore, ad abbandonarmi tra i cuscini e le coperte. Le palpebre cedono sotto il peso di ore e ore di sonno perduto, lezioni, studio e concentrazione, contrastate come per magia da una forza che mi spinge a rimanere sveglia: sbadiglio, penso e ripenso a quelle parole inaspettate tanto quanto genuine come se si trattasse di una canzone troppo bella per essere ascoltata una volta sola. Ecco, è come se non volessi che questa giornata finisse, come se il sonno potesse in qualche modo portare via piano piano i dettagli più nascosti, i più intimi. Si, proprio quelli lì, i più belli in assoluto.

E’ strano. E’ proprio vero che nel momento in cui non ti aspetti nulla siano le circostanze stesse, la vita e coloro che al tuo fianco la riempiono, a sorprenderti e lasciarti senza fiato. Mi sto sempre più convincendo che il segreto per la felicità sia non aspettarsi nulla: non un nulla desolato, anzi, proprio il contrario, un nulla di infinito spazio che potenzialmente può diventare ogni cosa, un nulla che pur colmo di sensazioni ed esperienze lasci sempre aperte possibilità al caso. Che poi, il caso non esiste. Siamo noi a costruirci la nostra fortuna, e lo facciamo il più delle volte inconsciamente, giorno per giorno, gesto dopo gesto e decisione dopo decisione: è con le piccole cose quotidiane che determiniamo il nostro stesso futuro, che decidiamo quando e quanto essere sinceri con noi e con chi ci circonda, con chi ci vuole bene. Allora, cos’altro ci resta che vivere fiduciosi azione dopo azione, affidandoci anche per i più piccoli dettagli alla nostra fortuna, a noi stessi?

Ecco cosa dovremmo tutti imparare ad essere: un po’ più bambini e allo stesso tempo un po’ più adulti: con l’atteggiamento di un bimbo che innocente prende il mondo così come gli  arriva, senza la pretesa di cambiarlo, ma con la matura consapevolezza del peso delle nostre azioni e delle conseguenze che anche il più piccolo gesto può avere.

La vera domanda rimane: come si fa ad essere bambini e adulti allo stesso tempo?

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5 pensieri su “Bambina (?)

  1. essere adulti ma rimanere bambini vuol dire essere maturi e responsabili con dentro la voglia di giocare, sorridere, sognare e non smettere di fantasticare……..certe volte sono così……..ma altre sono così stanca che mi sento più degli anni che ho……..un bacio beatrice………..sara

  2. io dico sempre che le cose inaspettate sono le più belle… e quando mi capitano riesco a sentirmi veramente felice! 🙂 Poi è come dici tu, basta illudersi o aspettarsi chissà cosa dal futuro o dagli altri, l’importante è concentrarsi sui piccoli dettagli di ogni giorno che un domani saranno le basi della nostra felicità, condivisa o meno.
    E sorridere, sorridere tanto.

    • Che bello: “i piccoli dettagli di ogni giorno saranno le basi della nostra felicità”… è tanto poetico quanto meravigliosamente vero! incredibile come siano proprio le più impercettibili motivazioni a rendere “speciali” situazioni e persone 🙂 grazie, un bel sorriso a te.

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