(ri)Cominciare

Oggi devo ricominciare a studiare.

Ebbene si, “devo” è proprio il verbo più adatto, nella sua pesante semplicità, per descrivere i miei pensieri di ora: nella mente che cerca ancora di nascondersi tra le lenzuola c’è un groviglio di “devo” e “dovrei” che si affastellano l’uno sull’altro formando una piramide, in cima alla quale si legge ben chiaro, come in grassetto, “DEVO STUDIARE“.

A settembre, il 4 per l’esattezza, ho un esame di matematica finanziaria che consiste nello studio mnemonico di tre libri, uno scritto di esercizi e un orale di teoria/qualsiasi cosa passi per la testa al professore in quel topico momento.

E io, ho una paura fottuta.

Le due settimane passate sono trascorse con G. e Giui, al mare, in una full immersion di coccole, scoperte, bagni e passeggiate. Sono stati giorni meravigliosi, ma ora G. è tornato a Cremona e io devo affrontare la cruda realtà e scendere dalla mia rosea nuvoletta felice.

La cosa più difficile, tuttavia, non è tanto guardare in faccia il futuro, con i suoi oneri e onori, tranelli e premi, bensì è farlo senza avere la vista come ovattata da un velo di tristezza. Credo sia normale, dato ciò che è successo, ma svegliarsi alla mattina “tristi” è veramente una cosa bruttissima.
Non mi era mai capitato prima d’ora, e l’aspetto più strano della vicenda è che tutto d’un tratto è come se questa “tristezza” fosse il mio unico “stato morale”.
Quando ero a Milano c’era mamma, con cui ho sempre avuto un rapporto di complicità, di mutuo sostegno, e fino a pochi giorni fa c’era G. a ricoprirmi di baci, farmi un parlare e raddrizzare la giornata, ma ora che non c’è nessuno… Beh, scontato e allo stesso tempo imprevisto, devo fare tutto da sola.

Il difficile, è partire.

Aprire gli occhi senza richiuderli, scoprirsi dalle lenzuola tiepide, mettere i piedi giù dal letto, non trovare le ciabatte, inciampare in Giuinot e rimanere in equilibrio, andare in bagno e preparare il caffè.
Poi però è tutto in discesa; per mia grande fortuna amo studiare,e non ho alcuna difficoltà a dedicarmici per ore… Anzi, da sempre libri e quaderni sono la mia tana preferita, dove nessuno può entrare e darmi fastidio, dove dove il mondo sembra magicamente fermarsi solo per me, dove posso e non devo niente a nessuno, sola e accompagnata allo stesso tempo.

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