Camille “quasi light” (che poi, perchè “Camille”?)

Non riesco tutt’ora a capire perchè questi deliziosi dolcetti si chiamano Camille.

Oggi, nella più totale nullafacenza, ho deciso di darmi un po’ alla cucina; in realtà l’idea mi frullava in testa da ieri pomeriggio, quando passando davanti ad un negozio di casalinghi ho visto proprio lì, in bella vista, una teglia da muffin a dir poco meravigliosa, e al 50% di sconto: “MIA”! Senza troppa esitazione quindi ho tirato fuori tutti gli spiccioli che rimanevano nel portafogli, e l’ho presa. Oggi quindi ho preso la palla al balzo: come impegnare meglio un pomeriggio, che trafficando ai fornelli?! Stasera inoltre arriva G. a Milano; ho proprio voglia di preparargli una sorpresa perchè quando l’ho sentito al telefono, prima, era triste e sconsolato. Eh si, gli ci vuole un buon dolcetto… Per forza!

Ma veniamo al dunque, che altrimenti rischio di parlare in tutto il post dei fatti miei senza farvi leggere questa meravigliosa ricetta. Ah, ho deciso di non mettere il burro nell’impasto: il gusto non cambia più di tanto, e la consistenza neanche, mentre come vantaggio vi sono un sacco di kalorie in meno!

Ingredienti per 12 Camille:

due uova

200 g di zuccehro

3 carote piccoline

180 g farina 00 e 50 g di fecola di patate

un goccio di latte di soia

buccia di un’arancia

una bustina di lievito

Preparazione: first of all accendere il forno a 180 gradi; intanto che questo si riscalda, in una grossa ciotola montare bene le uova con lo zucchero, fino a formare un composto spumoso (e anche molto buono). A parte, sbucciare le carote e triturarle finemente nel mixer insieme ad un goccino di latte; unire quindi i due composti mescolando con un cucchiaio di legno per non far smontare le uova. Setacciare quindi le due farine nell’impasto, amalgamando bene con una frusta senza lasciar traccia di grumi (orrendi, bruttissimi, abominevoli grumi: possono rovinare tutto), e grattuggiarvi dentro la scorza d’arancia. Quando il forno è ormai caldo aggiungere il lievito all’impasto, amalgamando con una frustata veloce, e versare il composto nella teglia o nei pirottini (vengono circa 12 camille, belle bombate) lasciando circa uno o due centimetri di stampo vuoti, poichè se tutto va bene i dolcetti si gonfieranno molto. Far cuocere quindi per 20 minuti circa a 180 gradi; per controllare la cottura, utilizzate uno stuzzicadenti: saranno pronte quando, pungendole con uno stecchetto ed estraendolo, questo risulterà asciutto.

E voilà, una bontà!

(Vi farò sapere se G. apprezzerà… Io, non riuscendo a trattenere la curiosità, ne ho assaggiata una: deliziosa! Per non farmi mancare nulla, ho fatto anche una bella tisana alla malva. Insieme, sono ancora meglio.)

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21 pensieri su “Camille “quasi light” (che poi, perchè “Camille”?)

  1. Credo che presto la proverò, me lo sento!!! 🙂 Adoro pasticciare in cucina, e le Camille non le ho mai fatte! 😉 Poi ti faccio sapere come mi sono venute! 🙂 Grazie per questa bella (e credo anche molto buona) ricetta! 😉

  2. Ultimamente in cucina ci sto poco,forse perchè poi poco posso mangiare…ma voi mi fate venire una fameeeeeeeeee!!!

  3. Meraviglia delle meraviglie!
    Camille della salute!
    idea geniale per prendere chiunque per la gola senza strafogarsi nell’unto!
    Cosa ha detto il tuo G. quando ha visto tanto innocente ben di dio?

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