Uno strano buffet di pensieri

Le giornate passate a studiare, mi fanno riflettere.

Non parlo solo sulla materia in questione, bensì di un sacco di temi che, lasciati in disparte per tanto tempo, riaffiorano e tornano come un vento fresco. Dai ricordi più felici ai più tristi, sto imparando a non lasciarmi sconvolgere, ma a gestirli tranquillamente, quasi come se spilluzzicassi da uno strano buffet; pensieri dolci e salati, più e meno buoni, posso riempirmi la mente rovistando un po’ qua e un po’ là.

Ho pensato, che finiti gli esami (sembra un miraggio!) voglio andare al mare, nella mia casa in Liguria, in bilico tra il mare e le montagne. Io e Giui, da soli. Voglio rifugiarmi in quel luogo che ora più che mai sento casa per staccare da tutto e da tutti, per dedicarmi a me stessa.

Ho pensato, che dovrei rimettermi a dieta. Ho già accennato della flemma del mio metabolismo e di come si prenda gioco di me facendomi lievitare non appena mi concedo qualche sfizio di troppo. Il periodo di esami non è proprio l’ideale per stare attenti alla linea, e io non ho mancato l’occasione per rinciccirmi proprio lì dove “porca vacca, prima non ero così!”. Oggi però ho preso il coraggio a due mani e sono andata a fare la spesa. Una di quelle spese grosse, dove quando ti avvicini alla cassa fai fatica a spingere il carrello. Ho preso un mare di frutta e verdura, e poi pesce, riso, carne… Lo devo dire? Il mio frigo, non è mai stato così sano e colorato.

Ho pensato, che sono innamorata. Sono perdutamente innamorata (oltre che delle mie bestie!) di G. , il mio ragazzo: sono ormai tre anni che la nostra Storia d’Ammòre va avanti, e ogni giorno sento di volergli un bene sempre più grande e profondo. E’ un sant’uomo, G. , a starmi vicino, soprattutto in periodi come questi, pieni di tensioni sia per me sia per lui: c’è da dire che forse è proprio la difficoltà delle reciproche vite che ci ha legato così nel profondo. Stiamo insieme, semplicemente, senza scenate o liti furibonde, senza gelosie o tradimenti; stiamo bene insieme, ci sosteniamo e incoraggiamo, giochiamo. Si, noi giochiamo un sacco, con tutto, per tutto; e ridiamo, ridiamo di gusto di noi stessi e degli altri, con la strana e naturale arte di non perdere mai completamente la serietà.

E’ un sant’uomo, G. , e forse stasera passa a trovarmi.